Smart working, la possibilità di lavorare da casa.

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La possibilità di lavorare da casa o, comunque, in altri ambienti neutri vicino a casa o nelle vicinanze di luoghi di interesse (come la scuola dei figli), secondo uno studio, è il desiderio di molti genitori.

8 genitori su 10 desiderano lavorare in maniera più flessibile, così da poter pensare di più alla famiglia ed ai propri hobby

Il 14 giugno 2017 è entrata in vigore la legge 22/5/2017 n. 81, che agli articoli da 18 a 23 regola lo “smart working”, o “lavoro agile”. Grazie al nuovo quadro normativo, si stanno aprendo moltissime prospettive per le aziende in termini di gestione dei propri dipendenti, in termini soprattutto di flussi di lavoro e delle comunicazioni, è uno strumento concepito per incrementare la competitività e per agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, e come tale è stata introdotta in via sperimentale in alcune importanti aziende.

Per lavorare in modalità agile è necessario un accordo specifico tra le parti, che può essere inserito già nel contratto di assunzione ovvero essere raggiunto a rapporto di lavoro in corso. Quest’accordo deve avere forma scritta perché possa valere come prova. Un accordo solo verbale sarà in sé valido, ma la parte che vorrà farlo valere in giudizio non potrà avvalersi di testimoni per dimostrarne l’esistenza e il contenuto (e dovrà dunque utilizzare email o altre prove documentali).

L’accordo può essere a termine o a tempo indeterminato, con facoltà di ciascuna delle parti, in quest’ultimo caso, di disdirlo con un preavviso non inferiore a 30 giorni (90 giorni in caso di recesso da parte del datore di lavoro nei confronti di lavoratori disabili).

Alcuni limiti e punti fermi
  1. Innanzitutto, dovranno essere rispettati i limiti massimi di durata del lavoro giornaliero e settimanale previsti dalla legge. Diversi tra gli accordi aziendali già in vigore vietano lo svolgimento di lavoro “agile” in orario notturno.
  2. Lavoro fuori dai locali aziendali che possono comportare l’applicazione di sanzioni disciplinari.
  3. Lo smart worker ha diritto a un trattamento economico e normativo (inquadramento, ferie, permessi ecc.) 
  4. Da ultimo, la legge precisa che lo smart worker ha diritto alla tutela Inail per i rischi connessi alla prestazione lavorativa resa all’esterno dell’azienda.

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mercoledì Mar 13 8:47 am

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